Poli.in_Analisi e modellizzazione dei poli di innovazione in Toscana [2013-2015]

poli.in-25+marchi-3.rev

Accordo di ricerca inter-istituzionale tra la Regione Toscana e il Dipartimento di Economia Marco Biagi (Università di Modena e Reggio Emilia)

Gruppo di ricerca & organizzazione   Report 2015 (in Italian) [abstract in English]

ABSTRACT
L’obiettivo principale del progetto di ricerca “Poli.in” è quello di modellizzare il sistema dei poli di innovazione, delineando dei perimetri applicativi per favorire l’attività dei poli e il trasferimento tecnologico, sulla base della valutazione quantitativa e qualitativa delle azioni svolte dai poli durante i tre anni di attività.

Partendo dall’assunto che il fine ultimo delle politiche della Regione Toscana è quello di incentivare e favorire il trasferimento tecnologico e l’innovazione nelle imprese del territorio, la prima questione sviluppata è stata quella relativa alle modalità e agli obiettivi reali dell’intervento. Se l’obiettivo da raggiungere era quello di incentivare l’innovazione attraverso il solo utilizzo di servizi qualificati, avrebbero potuto essere sufficienti dei voucher per le imprese da utilizzare per ottenere servizi qualificati; diversa è la situazione se l’intervento messo in campo mira alla creazione e all’incentivazione di relazioni complesse tra organizzazioni. I poli di innovazione, creati dalla Regione Toscana, rientrano in questo secondo caso: la funzione che la Regione ha attribuito ai poli, infatti, è quella di sostenere la domanda di servizi qualificati, aiutando le imprese ad essere consapevoli dei propri bisogni e delle proprie criticità e a mettersi in rete con i fornitori in grado di risolverli.

Partendo da questo presupposto, le domande di ricerca poste ai fini della modellizzazione e che hanno guidato il gruppo di ricerca nella raccolta delle informazioni e nelle analisi preliminari sono state:

  • Ci sono differenze nella composizione, nell’evoluzione e nell’attività dei dodici poli? Ovvero, si possono classificare i poli in base a delle caratteristiche comuni (ad esempio, in base alla loro logica di aggregazione, quale il settore produttivo o specifiche tecnologie)?
  • Quali sono i parametri attraverso cui valutare l’attività dei dodici poli? La Regione ha previsto delle variabili ben definite per la valutazione della performance, sono esse sufficienti per dare un giudizio sull’operato reale dei poli, o vale la pena tenere in considerazione altri parametri di valutazione?
  • Come si sono evolute le reti di relazioni tra le imprese e tra le imprese e il sistema di ricerca (pubblico e privato)? È migliorata la capacità degli attori di creare le condizioni, le relazioni e le competenze necessarie ad un effettivo miglioramento della competitività delle imprese toscane?
  • I finanziamenti concessi sono stati efficaci per l’effettivo miglioramento del sistema di innovazione in Toscana? Quali sono le leve su cui bisogna agire per migliorare la politica per l’innovazione regionale?

In sintesi: se i poli di innovazione sono strutture create per facilitare il trasferimento tecnologico e l’innovazione nelle imprese toscane, quello che ci si chiede è come i poli abbiano risposto alla mission affidatagli dalla Regione Toscana.

Per rispondere a queste domande, il gruppo di ricerca si è organizzato in sottogruppi di lavoro per affrontare alcune tematiche trasversali (quali, ad esempio, la costruzione della base informativa e la rielaborazione finalizzata alla produzione dei Dossier dei Poli di innovazione). Periodicamente sono stati effettuati incontri collettivi dedicati a verificare lo stato di avanzamento della raccolta dati, delle analisi, della programmazione attività e all’organizzazione degli incontri con Regione Toscana e con i poli di innovazione.

La prima fase dell’attività si è concentrata sulla raccolta delle informazioni da varie fonti – istituzionali e non – attraverso le quali abbiamo potuto procedere alla stesura dei primi documenti di analisi (documento di review delle politiche regionali toscane, dossier relativo alle politiche per l’innovazione nei principali paesi europei, prima bozza del Dossier dei 12 poli) e alla costruzione dei database. Una prima presentazione della ricerca, rivolta ai poli di innovazione, è stata organizzata nel laboratorio 33 della SSS coordinati dalla Regione Toscana (febbraio 2014).

L’analisi dei documenti di monitoraggio dei 12 poli di innovazione e dei loro siti web ha infatti permesso la redazione dell’inquadramento generale di ciascun polo, che è stato successivamente integrato con molte altre informazioni ricavate dalle interviste. Queste ultime, effettuate tra marzo e maggio 2014 ai rappresentanti dei soggetti gestori dei poli, delle associazioni di categoria e ad un rappresentate della Regione Toscana, hanno fornito un prezioso contributo alla comprensione dell’effettiva attività di ciascun polo: si sono potute colmare diverse lacune relative all’effettivo utilizzo degli strumenti messi a disposizione dalla Regione Toscana e alle reali interconnessioni esistenti tra i soggetti coinvolti (capofila, gestori, imprese aderenti, incubatori, centri di servizi e centri di ricerca).

La fase delle interviste è stata quindi seguita da un’intensa attività di analisi dei dati ed elaborazione delle informazioni disponibili, i cui primi risultati sono stati presentati nella Relazione intermedia, discussa con i soggetti gestori dei poli di innovazione nel workshop del febbraio 2015.

Dopo aver acquisito gli ultimi documenti di monitoraggio, la produzione di una base documentale integrata ha richiesto moltissimo lavoro perché la qualità dei dati messi a disposizione dai poli nei documenti di monitoraggio non era adeguata ad un’analisi integrata delle attività del polo e delle interconnessioni tra i poli. Attraverso numerosi controlli incrociati è stato possibile identificare le partite Iva di oltre l’80% degli aderenti ai poli e, attraverso l’interrogazione della banca dati Asia[1], abbiamo potuto analizzare anche l’attività economica degli aderenti ai poli.

I prodotti della ricerca, ad oggi realizzati, sono stati suddivisi in tre categorie principali: i prodotti derivati da attività di analisi, gli strumenti utilizzati per l’analisi e la modellizzazione e gli strumenti per la disseminazione e la comunicazione.

1] L’estrazione di questi dati è stata realizzata da Irpet, che ringraziamo per la collaborazione al progetto Poli.in.